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Correlazioni in Medicina



La termoablazione con radiofrequenza nel trattamento dell’osteoma osteoide


I radiologi della Mayo Clinic di Jacksonville in Florida trattano l’osteoma osteoide mediante la termoablazione con radiofrequenza ( RFA ).

Questo tipo di tumore osseo benigno, piuttosto raro, solitamente colpisce le estremità inferiori nei soggetti in età adolescenziale e negli adulti in giovane età.

I pazienti comunemente avvertono persistenti dolori dove il tumore insorge.

Nel caso in cui gli antinfiammatori non steroidei (FANS ) non siano in grado di alleviatre completamente il dolore, può risultare utile eseguire la rimozione chirurgica del tumore.

L’intervento chirurgico presenta tuttavia un limite nella difficile localizzazione del tumore.

L’impossibilità di determinare con precisione l’origine del tumore, porta di norma alla rimozione di gran parte dell’osso.
Nel caso in cui il tumore non venga rimosso completamente, permane il pericolo che si riformi.

Il periodo di convalescenza dopo l’intervento chirurgico, in alcuni casi, può comportare il non uso dell’arto finchè la ferita ossea non si sia rimarginata.
Infatti, il paziente, a cui è stato prelevato gran parte dell’osso, è ad elevato rischio di frattura.

La termoablazione con radiofrequenza è scarsamente invasiva rispetto all’intervento chirurgico, preserva l’osso sano e permette ai pazienti di tornare alle normali attività dopo poche ore dall’operazione.

I pazienti che subiscono la termoablazione con radiofrequenza sono sottoposti ad anestesia generale. L’intervento può durare dai novanta minuti alle due ore.
Il chirurgo, sotto la guida della TAC , che gli permette di vedere il tumore, introduce un ago da biopsia, all’interno del quale è posizionato un elettrodo a radiofrequenza, fino ad arrivare al centro della lesione ossea.

La parte critica della procedura è l’introduzione dell’ago da biopsia esattamente al centro della lesione.
La TAC non solo permette di ottenere una risoluzione inferiore ad 1 millimetro e di individuare anche le lesioni più piccole, ma consente al chirurgo di conoscere esattamente la posizione dell’ago e la direzione dell’elettrodo.

Non si conoscono le cause dell’osteoma osteoide.
Questa malattia potrebbe essere il risultato di un evento traumatico, come una frattura.

Sebbene questa tecnica non renda necessario l’uso di antidolorifici, alcuni pazienti hanno riferito il bisogno di assumerli per pochi giorni per l’insorgenza del dolore nella zona trattata.

I tumori più grandi di un centimetro di diametro richiedono il riposizionamento dell’ago da biopsia e dell’elettrodo per un seconda ablazione.

I Ricercatori della Mayo Clinic sconsigliano questo tipo d’intervento per i tumori che potrebbero richiedere più di due cicli di termoablazione e per i tumori posizionati vicino alle arterie, alle vene e nella spina dorsale, in quanto l’energia termica potrebbe provocare gravi danni.( Xagena2005 )

Fonte: Mayo Clinic, 2005

Onco2005

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